Un messaggio

Lascio sempre il cellulare acceso quando dormo, non c’è un motivo particolare, penso sia solo una stupida abitudine. Ieri nel bel mezzo della notte ho sentito una vibrazione, mi sono svegliato subito ho il sonno leggero, mi basta un niente.
Era un messaggio, numero sconosciuto. L’ho aperto, incuriosito e abbastanza incazzato.
“Sono io, come stai?”.
Era lei, non poteva essere nessun altro. Erano le tre di notte, il cuore ha iniziato a battermi all’impazzata, per un momento ho pensato di chiamarla, ma le mani continuavano a tremare. Il cervello non riusciva a connettere un pensiero che fosse degno di una logica sensata. Riuscivo solamente a fissare lo schermo e a ripetere a bassa voce il testo del messaggio. L’avrei chiamata volentieri, quanto mi manca la sua voce. Dopo qualche minuto i battiti del cuore sono diminuiti, il cervello si è rimesso in moto e ho iniziato a pensare ad una risposta sensata da scriverle. Ho trovato la frase giusta subito, non mi ci è voluto molto.
Ho spento il telefono e mi sono rimesso a dormire.
“Senza di te non posso stare bene”.
Questo però è giusto che lo sappia solo io.

Gezim Qadraku.