Goccie di malinconia

Non rideva mai, lui.
Sorrideva, a tratti, come per fare un favore a chi gli stava intorno.
O forse a se stesso, semplicemente per evitare che la gente gli chiedesse come stava.

Era un tipo taciturno.
Odiava l’esercizio del parlare.
La considerava l’azione più inutile che l’uomo fosse in grado di fare.

Era un adulatore del silenzio.
La solitudine gli aveva permesso di apprezzarlo, il silenzio.
Quella meravigliosa assenza di inutili rumori.

Così aveva etichettato le chiacchiere delle persone: inutili rumori.
In silenzio, da solo, aveva letto i libri che gli avevano salvato la vita.
Era un tipo taciturno, incapace di essere felice, sempre vestito di un velo di tristezza.

Eppure su di lui aveva un buon odore quel profumo di malinconia.
A modo suo stava bene e non gli interessava che gli altri capissero la sua situazione.
Aveva lottato e perso pezzi di se stesso per conquistarla, e ora se la godeva.

Sorridendo, ogni tanto, senza mai lasciarsi andare del tutto.

Gezim Qadraku.

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