Il Cinese

Saranno sufficienti le prime righe di questo libro per farvi immergere nella totale lettura di esso. Poi, ad un certo punto, dopo aver divorato un bel numero di pagine, vi fermerete e vi chiederete cosa diavolo abbia a che fare il titolo con la storia che state leggendo. Ciò non farà altro che aumentare la vostra curiosità, rendendo molto difficile l’atto di staccarvi da questo bellissimo romanzo.

Risulta scorretto definire questa opera semplicemente come un giallo-thriller. Il Cinese è un libro molto più ampio, che poggia le sue basi su un efferrato omicidio avvenuto in un paesino sperduto della Svezia e riesce a toccare paesi lontani come l’America e la Cina, coprendo uno spazio temporale lunghissimo.
L’autore cattura immediatamente l’attenzione del lettore, conducendolo in questi viaggi geografici e nel tempo, sempre grazie al filo conduttore della strage avvenuta nel paese scandinavo. L’opera riesce nell’impresa di mescolare una storia inventata, con la realtà che che ci ciroconda.
Mankell mette in risalto le operazioni discutibili effettuate negli ultimi periodi dalla Cina, come per esempio i lavori che gli asiatici stanno portando avanti nel continente africano, denunciandone le modalità. Per poi passare a descrivere la situazione degli schiavi nell’800 in America.

Pochissime volte mi era capitato di leggere così tante pagine, 587, in pochi giorni.
Mankell non ha di certo bisogno di presentazioni, uno dei migliori scrittori degli ultimi anni nel suo genere. Questo libro ne è una rappresentazione fedele della sua bravura.
Una storia capace di snodarsi in una miriade di realtà, caratterizzata da diversi personaggi, tutti descritti in maniera sublime, che non vi farà annoiare neanche per un secondo.
Questo è assolutamente uno dei libri che dovete leggere il più presto possibile.

Concludo, come sempre, riportando uno spezzone che ho sottolineato con la mia amata matita:

“D’un tratto una donna si mise a cantare. L’interprete disse che era una ninna nanna. Hong ricordò una cosa che aveva sentito dire. Nei paesi poveri le donne portano i loro bambini sulla schiena perché devono avere le mani libere per lavorare, in Africa nei campi con le zappe, in Cina nell’acqua fino alle ginocchia per piantare il riso. Il ritmo con il quale un piede muove una culla è lo stesso delle anche di una donna che cammina. E il bambino dorme. “

Link per l’acquisto: https://www.ibs.it/cinese-libro-henning-mankell/e/9788831708098

Gezim Qadraku.

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