Una vita Social

Capitava spesso di imbattermi tra i vari profili dei miei amici, in alcuni di quelle persone che davano l’idea di avere una vita favolosa. Lo capivi immediatamente dalle foto, erano perfette. Si facevano ritrarre nelle migliori posizioni possibili, accerchiati dagli sfondo più belli. Si passava dalle immagini in spiaggia, per mostrare l’ottima forma fisica a quelle davanti ai piatti deliziosi, per ostentare un po’ di ricchezza, ma non troppa. Quella vera, di ricchezza, la ostentavano pubblicando foto che li ritraevano in giro per il mondo ad ogni festività, su barche o macchine costose. Ciò che non mancava mai nei profili di queste persone, era il partner di turno (che fosse il terzo in un anno a chi importava?) Essere impegnato sentimentalmente era l’ulteriore prova di una vita da sogno. Insomma, bastava unire i puntini e ci si poteva accorgere che a loro a non mancava proprio niente.
I viaggi, il buon cibo, i soldi, gli oggetti costosi, l’amore, ecc…

Una vita social in costante aggiornamento era il nuovo metodo per dimostrare di essere qualcuno, ma non uno qualsiasi, bensì la persona da tot like e tot seguaci. E scusate se vi sembra poco.
Si viveva contando i like raggiunti da una foto o da un post, aspettando le richieste di amicizia da quelli che contavano, cercando di farsi trovare nel posto più cool del momento e farlo sapere a tutti. Erano quei tipi di giovani che frequentavano le migliori università della città, ma il percorso di studi era indifferente, perché una volta finito gli aspettava un posto nell’azienda del padre o in una dell’amico di famiglia. Non sapevano neanche come se lo fossero guadagnato quel posto di lavoro, perché se glielo chiedevi ti rispondevano:
“Boh, ci ha messo una buona parola mia madre”. 

Queste erano le persone che contavano veramente, quelle che mostravano tutto e non si tenevano niente per sé. Quelle che non ne volevano sapere di faticare, ma si lamentavano tutto il giorno. Quelle che si descrivevano come diverse, ma passavano la loro esistenza a condividere le foto del proprio cane.
Cosa ci si poteva aspettare da individui del genere?

Gezim Qadraku.

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