Il Natale per un non credente

Non dovrei festeggiarlo il Natale, i miei genitori credono in una religione che non lo prevede come festa sacra. Nonostante questo però, non mi hanno mai distinto dagli altri; sono cresciuto in un paese, l’Italia, dove il Natale è sentito particolarmente e viene giustamente festeggiato come si deve. Ho sempre partecipato alle varie recite scolastiche, a casa mia c’è sempre stato l’albero di Natale, ho sempre ricevuto i regali per Natale. Forse non ha senso quello che i miei genitori hanno fatto, ma ho sempre avuto un bel rapporto con questa festa. Nonostante sin da piccolo io non abbia mai creduto a Babbo Natale.
Il primo motivo è che non avevamo un camino, quindi già quello fu un segnale abbastanza inequivocabile (dovrebbero inventarle meglio le favole). Secondo, sono sempre stato abbastanza realista sin da bambino, non ho guardato la maggior parte dei cartoni che avrei dovuto, perché sapevo che finivano bene. Cercavo sempre qualche film o qualche cartone in cui il protagonista perdesse o comunque la storia finisse in maniera negativa. Insomma non ho mai creduto alle favole.
Il periodo natalizio l’ho sempre adorato e tutt’ora lo adoro. Mi piace l’atmosfera che si crea, mi piace che le persone almeno una volta all’anno si fermino a riflettere e si rendano conto di quanto si comportino di merda. Mi sembra che per un momento tutti diventino più umani. Anche se bisognerebbe esserlo tutto l’anno, ma questo è un altro discorso. È bello il Natale, ma è bastardo. È una lente di ingrandimento, questa festa ha la capacità di ingrandire tutto. Se sei solo, ti sentirai ancora più solo. Se la tua vita sta andando di merda, durante questo periodo ti sembrerà ancora più schifosa. Hai tempo per riflettere e quando lo fai puoi ampliare il significato di tutto quello che ti sta attorno.
Ho sempre associato la parola felicità ad una scena, io e la mia famiglia in salotto davanti alla televisione a ridere e scherzare. Questo momento di felicità veniva elevato all’ennesima potenza durante questo periodo.
Per le feste natalizie io e mio fratello eravamo a casa da scuola e potevamo giocare tutto il giorno, papà non lavorava e mamma non faceva altro che cucinarci qualcosa di buono ogni giorno. Avevamo più tempo da passare insieme, la sera potevamo stare svegli fino a tardi tanto il giorno dopo nessuno doveva fare niente. Non sono più un bambino e non aspetto queste feste per giocare, ma l’arrivo del Natale significa più tempo da poter passare con i miei cari.
Ecco perché amo il Natale, mi rende felice e ogni anno mi ricorda quanto sono fortunato.

Gezim Qadraku

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