Sguardo innamorato

Penso di essermi innamorato di lei da quel giorno in cui è entrata al bar.
“Buongiorno, potrei avere un caffè? Per favore”, è stata lei a rivolgermi la parola.
Ero girato, stavo pulendo il frullatore, non mi sono accorto della sua presenza.  Non l’ho vista entrare, ma come ho sentito la sua voce, mi è parso che un’entità meravigliosa fosse dall’altra parte del bancone. Mi sono voltato rapidamente, lei era lì ferma con una sorta di sorriso cucito sul viso, che aspettava una mia risposta. Io invece avevo appena perso le mie capacità cognitive, sono riuscito in qualche modo a chiederle se lo voleva liscio o macchiato. Per il resto del tempo non ho fatto altro che guardarla, cercando di non farmi notare.
Non è stato difficile, non mi ha degnata della minima attenzione.  Dopo quel finto sorriso che ha sfoggiato all’inizio, ha mantenuto un’espressione seria per tutto il tempo. Non è una che sorride spesso.
Ormai viene quasi tutti i giorni a fare colazione da noi. Le piacerà il caffè, non di certo il cretino che glielo fa ogni volta.  Faccio sempre finta di nulla, cerco di mantenere il ruolo del barista nei confronti di un cliente. Nonostante per il cliente in questione, io abbia completamente perso la testa.  Lei non prova neanche per scherzo ad intavolare una conversazione, io ho troppa paura di disturbarla per farlo. Cosa le dico? Non mi sento in grado di fare un discorso che possa interessarla.  Magari è una di quelle che ha due o tre lauree. Io invece, che ho dovuto fare i corsi serali per accaparrarmi un diploma.
Mi limito a guardarla, a sognare una relazione che mai ci sarà. La accarezzo e la bacio con gli occhi. E’ sempre elegante, non di un’eleganza vistosa. Non esagera mai nell’abbigliamento. Non si mette lo smalto sulle unghie, il suo viso è sempre pulito e colorato da un filo di trucco. I capelli a caschetto, color nocciola. Come gli occhi, quegli occhi sempre seri. E’ una ragazza semplice, una di quelle che se venisse al bar in pigiama, tutti si girerebbero a guardarla.  Oltre che a fissarla per la mezz’ora che  passa al bar, ho iniziato a parlarne con Luca. Il ragazzo che fa il turno del pomeriggio. Non riuscivo a tenermi dentro tutte quelle emozioni, dovevo condividerle con qualcuno. Abbiamo tutti bisogno di condividere le cose belle con qualcuno.
“Non hai idea della curiosità che mi hai messo per questa ragazza, domani mattina vengo a fare colazione solo per vederla. Ne parli come se fosse una dea”.
“Lo è. E’ la mia bellissima dea”.
“Se solo vedesse come brillano i tuoi occhi quando parli di lei”.

Gezim Qadraku.

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