L’inizio di un amore

Abbiamo organizzato un falò in spiaggia, dopo una giornata passata in acqua a ridere, scherzare, giocare, abbiamo voluto concludere tutto in bellezza. Ci siamo divisi i compiti, io,Mattia, Ale e Tommy siamo andati a prendere la legna. Marta,Cristina, Chiara e la Fra hanno portato in spiaggia le birre e qualcosina da mangiare. Più schifezze che altro, naturalmente. Con enorme difficoltà siamo riusciti a dare fuoco alla legna, ma una volta compiuto il miracolo la serata ha preso il verso giusto. Ho aspettato questa vacanza per un anno, sapendo che avrei potuto passare del tempo con Marta in maniera molto più intima del solito.
In classe non è mica facile, siamo così tanti, ci sono un sacco di occhi e bocche pronte a osservarti e a giudicarti. Lei è sempre accerchiata dalle sue amiche e io mica posso farmi vedere dai miei amici che vado in mezzo alle ragazze per provarci con lei. Farei la figura di quello debole, che rinuncia ai suoi amici per una ragazza. Non voglio essere considerato in quel modo, ma Marta mi piace tantissimo. Appena il fuoco ha preso vita mi sono seduto di fianco a lei, anzi no, mi sono fiondato vicino a lei. È salito quel venticello che, nonostante il mese di agosto, ti costringe a indossare qualcosa di pesante, almeno per quanto riguarda la parte superiore del corpo. Io mi sono portato dietro la mia felpa blu con il cappuccio. Marta aveva un semplice maglioncino bianco, sotto una camicia a quadri, i pantaloncini cortissimi di Jeans. Bellissima, senza un filo di trucco, i capelli mossi sciolti e quello smalto verde acqua che le sta da dio.
La serata è andata avanti bene, abbiamo dato seguito a tutto quello che c’era stato durante la giornata. Risate, risate e altre risate. Il fuoco ci ha fatto da compagno, ci ha riscaldato e ogni tanto è riuscito a darci una calmata, per qualche secondo ognuno di noi si è fermato a fissarlo. L’ho fissato a lungo e ho iniziato a sognare ad occhi aperti. Il sogno ormai è lo stesso da mesi. Io e Marta che diventiamo una cosa sola, che ridiamo insieme, che andiamo in giro mano nella mano.
Il tasso alcolemico nel frattempo ha continuato a salire nel corpo di tutti noi, ma è rimasto tutto nella norma. Arrivati ad una certa ora, la Fra e la Chiara si sono addormentate, noi abbiamo iniziato a fotografarle per poterle prendere in giro l’indomani e nel frattempo mi sono accorto che Marta tremava. Non le ho chiesto niente, era abbastanza palese che avesse freddo. Mi sono tolto la felpa, gliel’ho appoggiata sulla schiena, le ho preso il braccio sinistro e gliel’ho infilato nella manica sinistra, lo stesso per il braccio destro. Non le ho dato il tempo di rifiutare il mio gesto, dopo un attimo di incredulità ha abbassato lo sguardo e sorridendo mi ha ringraziato. Mentre finivo di vestirla, con non so quale coraggio, le ho preso le dita della mano destra e gliele ho strette forte, lei le ha fatte scivolare  fuori dalla mia mano, facendomi provare un secondo di paura terribile. Un attimo dopo le nostre mani erano incastrate come si deve. Mi ci è voluto un po’ a realizzare l’accaduto, un sorriso infinito nel frattempo si era impossessato del mio viso e il mio cuore era letteralmente fuoriuscito dalla cavità toracica. Mi sono sentito sicuro per la prima volta dopo mesi, dopo tanti viaggi mentali, dopo innumerevoli sogni, dopo infinite mattine trascorse a trovare una scusa per poterle confessare tutto, dopo altrettante mattine passate a cambiare idea appena mettevo piede in classe. Allora ho deciso di lasciarmi andare completamente, di togliermi quella specie di armatura che mi aveva bloccato fino a quel momento, di fottermene della presenza dei miei amici, dei loro possibili commenti che mi avrebbero rivolto.
Lei è più importante di qualsiasi cosa. E’ lei che non mi ha fatto dormire in tutti questi mesi. Ho sciolto le mie mani, mi sono sdraiato in una posizione perpendicolare alla sua e ho appoggiato la mia testa sulle sue gambe. Lei ha cominciato ad accarezzarmi la faccia, io ho iniziato a sciogliermi pian piano. Non ci siamo detti niente. Non sentivo il bisogno di dirle niente, ero consapevole che lei stesse capendo e che stesse provando le mie stesse emozioni. Non so cosa sia questa cosa che mi è successa. Forse, quando ti trovi così tanto bene con una persona da non sentirti in dovere di dirle qualcosa, forse è vero amore.
Forse, non lo so.

Gezim Qadraku.

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