L’amico di famiglia

“Voglio essere coraggiosa. In fondo il coraggio è l’unica possibilità che abbiamo di cambiare le nostre vite quando non ci piacciono più. I rimpianti, invece, i rimpianti ci fanno morire tristi e soli.”

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Geremia De’ Geremi, è un uomo di una certa età, brutto, ricco, tirchio, cinico, ossessionato da tante, troppe cose. I soldi, la madre, il padre, le donne. Queste sono le caratteristiche che Sorrentino utilizza per creare il protagonista della storia. Geremia l’usuraio, per tutti l’amico di famiglia.
Lui è l’amico che ti aiuta nel momento del bisogno, che avrà il suo ultimo pensiero per te, che pone le condizioni, che tratta solo determinate cifre, che c’è anche quando non ti serve, se tu non rispetti le condizioni.
Un uomo che vive in una straziante monotonia. La madre da curare, in una casa da morto di fame. Gli affari, gestiti in una sartoria. L’ossessione per il padre, che lo ha abbandonato da piccolo, e fa il suo stesso lavoro, con cifre molto più importanti. E non ultimo, il suo amore per i gianduiotti. Un uomo convinto di non avere amici, di essere solo, che si autodefinisce un mostro. Tra gli affari di Geremia, capita un matrimonio. La bella Rosalba (Laura Chiatti) si sposa, ma la famiglia non può permettersi determinate spese. L’unica soluzione è chiedere un favore all’amico di famiglia. Il quale non rifiuta, ma si ritrova ad avere a che fare con qualcosa che non aveva, forse , mai incontrato.
Il sentimento. Ciò che si può provare nei confronti di un altro essere umano.

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Un film bello, vivo, in diverse parti ironico, vero, diretto, estroverso. Con un finale splendido.
Uno dei primi film di Sorrentino, nel quale si rivede la stessa idea del regista, che abbiamo potuto notare negli ultimi due film. Molto più acclamati. “La grande bellezza” e “Youth”.
Una telecamera che cerca di mostrare tutta la bellezza possibile che sta intorno agli attori. Un inserimento e un utilizzo delle colonne sonore, quasi perfetto. Scene di silenzio, condite da panorami e musica, che sono una delle caratteristiche del regista. Discorsi mai banali.
Un cast ristretto, ma ottimo nell’interpretazione dei ruoli.
Da sottolineare, la notevole prova di Giacomo Rizzo, nei panni dell’usuraio. Ottime anche le interpretazioni di Fabrizio Bentivoglio e Laura Chiatti.
Una pellicola che mostra la realtà, senza scorciatoie, senza mezze misure, ma la scaglia addosso allo spettatore.
La capacità di Sorrentino nel farci riflettere, è favolosa.

Voto: 8

Gezim Qadraku.

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