Fury

“Le idee sono pacifiche, la storia è violenta”.

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Germania, 1945. A pochi attimi dalla fine della seconda guerra mondiale, gli americani sono nel territorio nemico e contano di conquistarlo. Il compito è difficile, i tedeschi sono più sviluppati nel settore bellico.  Fury è il nome del carro armato che fa da “casa” ai protagonisti. Un cast niente male. Brad Pitt,Shia La Beouf, Logan Lerman e John Brenthal.
I requisiti per un gran film ci sono tutti, purtroppo il regista decide di farli restare tali.
La storia è incentrata sul sergente Don e i suoi uomini. Interpretato da Brad Pitt, un sergente duro, amante della patria e pronto a dare la vita per la causa. Accompagnato da Boyd (Shia La Beouf) impegnato tra granate e versi della Bibbia. Poi ci sono il Messicano Gordo (Micheal Pena) e un Grady (John Brental), che il più delle volte sembra più farci che esserci. Sono loro la squadra migliore e vengono chiamati a guidare l’inserimento nel cuore della Germania per sterminare gli ultimi nazisti rimasti.
Dopo una grave perdita, alla squadra si aggiunge Brandon (Logan Lerman).
Un giovane dattilografo, uno che dovrebbe stare lontano da bombe, fucili, pistole, sangue e morte. Vittima del cameratismo presente nell’ambiente, fatica molto ad ambientarsi. Nonostante non ne voglia sapere di uccidere nazisti, il ragazzo si adegua a quello che la guerra lo obbliga. Ottima l’interpretazione di Logan Lerman, che dimostra di starci bene nei panni del cattivo, a dispetto del ragazzino problematico visto in “Noi siamo infinito.”

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Non succede niente di eccezionale per i tre quarti del film. Discorsi abbastanza vuoti, le scene degli scontri lasciano a desiderare per la bassa qualità, la noia la fa da padrona.
David Ayer ci mostra semplicemente che la guerra è un inferno. Questo però già lo sapevamo.
Presentato come il miglior film di guerra degli ultimi trent’anni. Beh, assolutamente no.
La pellicola sarebbe dovuta uscire nei cinema a gennaio, ma il fallimento della casa di distribuzione ne ha posticipato l’uscita a giugno. Se non fosse uscito, nessuno ci sarebbe rimasto male.
Uniche note di gradimento sono, il finale. Capace di dare un po’ di pepe e di sorpresa alla storia e l’ottima tempistica nella quale vengono inserite le colonne sonore, perfette.
Comunque niente di che.

Voto: 5,5

Gezim Qadraku.

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