The Winner Takes It All

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La Champions League 2014/2015 va al Barcellona. Battuta per tre a uno la Juventus, nella finale giocatasi all’Olympiastadion di Berlino. Tanto caro agli italiani.
Una partita dominata largamente dai Blaugrana, i quali si sono portati in vantaggio subito, dopo tre minuti, con il gol del Croato Ivan Rakitic. Una vera e propria prodezza di Buffon, nel primo tempo, sul tiro di Dani Alves, ha tenuto in vita i bianconeri.
Nel secondo tempo è successo un po’ di tutto. L’equilibrio della gara si è spostato verso la Juventus, quando Morata sulla respinta di Ter Stegen ha spinto il pallone in rete, per l’uno a uno che ha risvegliato i tifosi bianconeri.
Nei minuti successivi, si è visto un Barcellona in difficoltà e una Juventus rinvigorita dal gol. Un presunto rigore, un brutto tiro di Tevez da ottima posizione e una bella parata del portiere tedesco su un tiro di Marchisio. La Juve ha rischiato l’impossibile.
Poi è arrivata un’accelerazione del prossimo pallone d’oro, dopo la respinta di Buffon sul tiro di Messi, Suarez si è avventato sulla palla prima di tutti e ha riportato i suoi in vantaggio.
Inutili i cambi di Mister Allegri. Soprattutto quello tra Morata e Llorente. Dopo il gol annullato a Neymar, per un tocco di mano, lo stesso brasiliano ha definitivamente chiuso la pratica, all’ultimo secondo con un sinistro rasoterra, sul quale Buffon non ha potuto fare niente.

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Ha vinto la squadra favorita, la squadra più forte, la più completa, con più esperienza, la squadra con più campioni in rosa. Questa volta il destino del calcio non ha riservato sorprese.
I complimenti nei confronti di questo gruppo di alieni ormai risultano banali.
Quattro Champions League in dieci anni, sono qualcosa di sensazionale. Come lo è tutto quello che c’è dietro a quello che noi vediamo in televisione.
Per questa volta i veri complimenti li meritano i vinti.
I complimenti ad una società che in nove anni è passata dall’incubo della serie B a sfiorare la coppa dalle grandi orecchie. A uomini come Gianluigi Buffon, che dopo essersi laureato campione del mondo, ha accettato la serie B ed è arrivato a giocarsi un’altra volta la possibilità di diventare campione d’Europa. Al mister, Massimiliano Allegri.  Accolto da cori come “Allegri non lo vogliamo“. Capace di dare a questa squadra la consapevolezza di poter essere in Europa, quello che era stata per tre anni in Italia. Ai dirigenti, che negli ultimi anni hanno avuto la capacità di compiere due acquisti fantastici. Due giocatori giovani come Pogba e Morata, che non hanno deluso le attese, ma anzi, si sono dimostrati decisivi e già pronti per palcoscenici importanti.
Però, come recita il titolo della canzone degli ABBA, il vincitore si prende tutto.
Questa sarà ricordata come la quinta Champions del Barcellona, quella che ha permesso di vincere il secondo triplete, quella del trio mostruoso composto da Messi-Neymar-Suarez.
Nessuno avrà tempo di spendere parole di elogio nei confronti della squadra sconfitta.
Allora facciamolo prima che sia troppo tardi, perché deve essere stata una figata essere uno juventino in una serata del genere. Essere lì, a giocarsela contro gli extraterrestri.
Hanno vinto gli alieni, sono più forti, è giusto così. Se la sono meritata.
Ma giù il cappello davanti alla vecchia signora.

Gezim Qadraku.

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