Je ne suis pas Charlie

Terroristi-assalto-2

Parigi.
7 gennaio 2015.

La redazione del giornale satirico francese, Charlie Hebdo, subisce un attentato terroristico.
Nell’attentato perdono la vita dodici persone e quindici rimangono ferite.
E’ passato ormai più di un mese, la situazione si è calmata, anzi molti forse si sono già dimenticati di quello che è successo.
Torniamo ai giorni successivi alla strage.
Mi è sembrato che il vero problema fosse se è essere Charlie Hebdo o non esserlo.
Schierarsi dalla parte dei buoni o dei cattivi?
Stare con i musulmani o no?
Essere uno di quelli che accetta gli stranieri nel proprio paese oppure cacciarli via tutti?
Nessuno di noi è, o è diventato Charlie Hebdo. Molte persone si sono accorte che in Francia esiste una rivista giornalistica che deride una religione. Sfotte l’Islam, quindi va bene. Però poi le stesse persone hanno scoperto  che  anche le altre religioni sono state derise. Quindi va un po’ meno bene.
La cosa che mi ha fatto più paura, non sono state le immagini di quel giorno. Dei morti. Dei due attentatori che indisturbati giravano per Parigi armati e facevano quello che volevano. Mi ha fatto paura quello che ho visto attorno a me. Questo bisogno di schierarsi subito dalla parte della rivista. Questo bisogno di giudicare subito. Questo bisogno di fare bella figura. Caricando immagini di matite sui social network, scrivendo messaggi di cordoglio, attaccando l’Islam, come se queste cose potessero essere utili.
Ho sentito molte persone aggrapparsi subito al tema dell’immigrazione.
“Gli stranieri sono pericolosi, entrano tante di quelle persone ogni giorno in Italia che potrebbe esserci qualche attentato anche nel nostro paese. “
Si è vero, in Italia ogni giorno, di immigrati ne entrano davvero tanti. Solo nell’ultimo anno ne sono arrivati 170816. Di questi, cento mila sono scomparsi. Fantasmi dei quali non si sa più nulla. Lo stato italiano, dal febbraio 2011 al dicembre 2014 ha speso 2288 miliardi di euro per i profughi. Secondo i dati, lo stato italiano spenderebbe 35 al giorno per persona. Il problema è che i soldi stanziati non vengono utilizzati per l’assistenza ai profughi. I comuni, gli imprenditori, le compagnie che si prendono la responsabilità di ospitare gli immigrati, hanno diminuito il costo dell’assistenza. Passato da un minimo di 5 euro ad un massimo di 10. Questo vuol dire, un guadagno di 25 euro a persona. In questo modo gli immigrati, non hanno la possibilità di imparare la lingua, quindi per loro diventa impossibile trovare lavoro. Possono solo dormire e mangiare. Gli italiani pagano, lo stato finanzia, gli imprenditori o i comuni guadagnano e gli immigrati diventano un peso. Cari italiani, il lavoro non ve lo stanno di certo rubando loro.

Poi c’è stato l’accanimento contro l’Islam.
Il corano parla molto di guerre e combattimenti. E’ pieno di racconti che inneggiano alla guerra, ma non di dovere sacro o religioso. Il versetto considerato come fondamento principale della guerra santa. “Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo*, e siano soggiogati.” (Sura IX, 29)
*[“il tributo” (jizya): è il tributo di capitolazione con il quale giudei e cristiani riconoscevano lo Stato islamico. Il pagamento della “jizya” conferiva loro lo status di “dhimmîy” (protetti) e con il quale ottenevano il diritto di vivere in pace e in sicurezza nello Stato islamico. Ai tempi del Profeta, l’ammontare della “gizya” annua era pari a dieci dirham (circa 30 grammi d’argento) per ogni uomo adulto (donne, bambini, schiavi e poveri erano comunque esenti) e corrispondeva a dieci giorni di mantenimento alimentare]

“Fate guerra per la causa di Dio, a coloro che vi fanno la guerra ma non siate aggressori: Iddio non ama gli aggressori. Uccideteli ovunque li incontriate e cacciateli donde vi hanno cacciati: la sovversione è peggio dell’uccisione.” (Sura II, 190)
Nell’Islam è lecita una individuale e spontanea lettura interpretativa del libro sacro. Rispetto al cristianesimo, nel quale è centrale il concetto di “Chiesa docente”.
Ogni versetto del Corano va spiegato in relazione ai versetti ad esso legati concettualmente e poi in relazione alla Sunna e in relazione alla circostanze della rivelazione. Circostanze che rivelano per esempio che molti dei versetti che parlano di guerra sono da riferirsi ai problemi del Profeta. Ovvero alla prima comunità di credenti a Mecca e a Medina. Un periodo quello nel quale erano forti le persecuzioni. Sia tra musulmani, che tra cattolici, ebrei nei confronti dei musulmani.
Ci sono ulteriori versetti in cui si precisa che se le parti inclinano alla pace bisogna far prevalere la pace e la concordia.
Un altro aspetto che mi interessava erano le vignette utilizzate dalla rivista. Volevo scoprire se veramente, in questi anni avesse utilizzato lo stesso metro con tutte le religioni. Mi sono imbattuto in questo articolo.
Un ragazzo di 16 anni è stato arrestato, come riporta France3,per avere modificato una vignetta di Charlie Hebdo e averci postato sotto dei commenti ironici. La vignetta originale era questa la scritta riporta “Il Corano è una merda, non ferma nemmeno le pallottole”.
La copertina in oggetto si riferiva al massacro di mille persone che protestavano contro la presa del potere in Egitto del Generale Sisi, che diede ordine all’esercito di sparare sui manifestanti.
Mille morti. Che ridere.
Con grave sprezzo del pericolo, e a intento puramente divulgativo riporto la vignetta modificata dal sedicenne, la scritta , potrete intuire, è “Charlie Hebdo è una merda, non ferma neanche le pallottole”.
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Incredibilmente di cattivo gusto come la prima, ma , in qualche modo, forse più appropriata, più “indovinata”.

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Il ragazzo rischia una grossa multa e una condanna fino a 5 anni per “incitazione al terrorismo”.
Arriviamo alle famose vignette “molto divertenti” della rivista.

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Anche la religione cristiana, ha avuto la sua parte, non è stata maltrattata come quella musulmana, ma Charlie ci ha dato giù di brutto, come vedete.
La parte del leone, nelle vignette incriminate, però l’ha avuta il Profeta Maometto, venerato dai musulmani.

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Maometto , è nata una stella”
Ho scelto una delle tante immagini, quella che ritengo più significativa, premetto che non c’è nessuna intenzione di offendere, voglio solo ribadire un concetto.

La vignetta si riferisce alle polemiche suscitate dal film sulla vita di Maometto che forse venne girato qualche tempo fa.
Tra l’altro la disegnatrice, Coco, fu la donna che aprì la porta ai terroristi sotto la minaccia delle armi, e si salvò dal massacro.
Ora, anche a me piace l’umorismo pesante , come a molti e soprattutto quello dissacrante sulle religioni, dato che sono un ateo militante.
Ma che cosa avevano in mente facendo queste cose?
Poi ho fatto una ricerca in rete e ho notato una cosa.
Non viene riservato lo stesso trattamento alla terza religione monoteista, quella ebraica.
Eppure il divertimento sarebbe stato assicurato, rabbini che si infilavano la Torah nei posti più impensati, oppure due aguzzini tedeschi in un campo di concentramento , uno sta violentando una prigioniera:
dai, Hans sbrigati!”
tranquillo Otto , tra un minuto ho finito, poi la inforno!”
Sai che ridere?

A ben guardare però, qualcosa ho trovato:

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pancia in dentro!”
Ecco, questo è il massimo che potrete trovare dopo estenuanti ricerche.
Una vignetta graffiante, allo stile di disegnatori tipo Wulleimin, ma niente di che.
Insomma, due pesi e due misure.
E il dubbio che si cercasse l’incidente rimane.
artisti” imbambolati dalla “libertà di stampa” puntati da “qualcuno” contro i musulmani come dei missili Cruise.
Mission Accomplie.
Fonte:Liberticida.

Un altro tema che è balzato fuori dopo la strage è il bisogno di aumentare i controlli.
Spulciando tra vari articoli, due hanno colpito la mia attenzione. Il primo è l’intervista al famoso giornalista, attivista Jullian Assange:
“Come editore penso che è stato tristissimo quanto accaduto ad una pubblicazione che rappresenta la grande tradizione francese della caricatura. Però oggi dobbiamo guardare avanti e cercare di pensare cosa è successo e quale deve essere la reazione. E’ necessario capire che ogni giorno si sta verificando un massacro di queste dimensioni e oltre in Iraq e in altri paesi del mondo arabo. E questo accade grazie agli sforzi destabilizzanti degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Francia. La Francia ha partecipato al rifornimento di armi in Siria, Libia e nella ricolonizzazione dello stato africano del Mali. Questo ha stimolato l’attacco, in questo caso specifico usando un obiettivo facile come Charlie Hebdo. Ma la realtà è che il servizio segreto francese lascia molte domande senza risposta sull’accaduto.
E’ quello che si sta cercando di nascondere. I servizi di sicurezza della Francia sapevano delle attività dei responsabili del massacro, tuttavia hanno smesso di sorvegliarli. Perché i fratelli Kouachi, noti per i loro legami con gli estremisti, non erano sotto sorveglianza? Cherif Kouachi era stato condannato per atti di terrorismo e aveva passato 18 mesi in prigione. Entrambi erano nelle liste dei potenziali terroristi. Lontano dall’inviarsi messaggi criptati, hanno comunicato tra loro centinaia di volte prima e durante gli attacchi, con normalissimi telefoni cellulari. Le domande sono molte. Per esempio, perché la redazione di Charlie Hebdo non era meglio protetta, considerando le dure critiche della rivista all’Islam? Oppure come hanno potuto, noti jihadisti, ottenere armi semiautomatiche in Francia? Si è cercato di presentare gli assassini come super criminali per nascondere la stessa incompetenza dei servizi.
La realtà è che i terroristi erano piuttosto degli incompetenti, dilettanti che sono andati a sbattere con la macchina, hanno lasciato un loro documento di identità bene in vista e coordinato i loro movimenti per telefono. Non era necessaria una sorveglianza di massa di Internet per evitare quanto accaduto: ciò che sarebbe servito era una vigilanza specifica.

La sorveglianza di massa è una minaccia alla democrazia e alla sicurezza della popolazione, dato che concede un potere eccessivo ai servizi segreti. L’argomento per proporla è che così si possono trovare persone non note in precedenza. Ciò che vediamo, nel caso di Parigi, è che i protagonisti erano stati identificati. Ci dovrebbe essere una inchiesta approfondita sul come è stato possibile commettere tali errori, anche se l’esperienza mi dice che questo non succederà, perché questi servizi sono corrotti e lo sono perché sono segreti. La sorveglianza di massa non è gratis e in tal senso è una delle cause di ciò che è successo, perché sono state sottratte risorse e personale per qualcosa che avrebbe dovuto essere una sorveglianza mirata ad una minaccia terroristica.

Il secondo invece è un articolo della rivista italiana, l’Espresso.
“Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la sicurezza, né la libertà.” Benjamin Franklin.
“Dopo i fatti di Parigi, prevedibilmente, sono state annunciata o decise misure reattive. Il premier britannico James Cameron ha parlato di provvedimenti contro la crittografia, cioè per vietare quegli strumenti che in rete permettono di dialogare senza essere spiati, ma sono usati anche per fare acquisti on line con la carta di credito o per accedere al proprio conto corrente via Internet, visto che ci mettono al sicuro da chi vuole rubarci i dati; la misura porterebbe inoltre all’oscuramento di servizi come Whatsapp, Snapchat o iMessage, che non sono intercettabili. Sempre nel Regno Unito, il capo dello spionaggio Andrew Parker ha attaccato la privacy come “principale intralcio per le indagini antiterrorismo”: un ostacolo che peraltro i servizi di sua Maestà hanno travolto non solo ai tempi dello scandalo denunciato da Snowden ma anche più di recente, quando come si è scoperto, hanno messo sotto controllo le mail di decine di giornalisti delle maggiori testate inglesi. Quasi tutti i governi Ue hanno poi chiesto al parlamento europeo di sbloccare in frette il Passenger Name Recorder un sistema di raccolta e di condivisione tra paesi dei dati di chiunque prenda un aereo, che resterebbero a disposizione dei governi per tre o cinque anni, comprese le preferenze sui pasti consumati a bordo. In Francia, Marine LePen ha proposto un referendum sul ritorno alla pena di morte e la sospensione degli accordi di Schengen per la libera circolazione in Europa: un’idea, quest’ultima che vede d’accordo il governatore leghista della Lombardia, Roberto Maroni. Il matematico e docente universitario inglese Ray Corrigan ha di recente pubblicato sul settimanale “The Scientist” un articolo secondo il quale anche da un punto di vista statistico è difficilissimo che la sorveglianza di massa produca risultati apprezzabili: al contrario , secondo Corrigan rischia di produrre una quantità di “falsi positivi” ulteriormente depistanti ed è uno spreco di risorse economico-umane che si potrebbero usare molto meglio in attività mirate.

Il gruppo di esperti nominato da Obama sullo spionaggio e el comunicazione elettroniche, il cosiddetto President’s Review Group, ha sfornato un rapporto di 300 pagine intitolato “Libertà e sicurezza nel mondo che cambia” con 46 raccomandazioni per riformare l’intelligence USA: tra le indicazioni più assertive e sorprendenti, quella secondo la quale è del tutto inutile la politica delle intercettazioni di massa , i cui budget sarebbero sostanzialmente soldi buttati. In particolare, il Review Group sostiene di “non aver trovato un solo esempio in cui i programmi di sorveglianza di massa abbiano procurato informazioni cruciali in un’indagine di terrorismo.”

Ha senso logico che un attacco alla libertà provochi per reazione un’autoriduzione delle libertà?”

“A QUANTA LIBERTA’ RINUNCI” di Alessandro Gilioli.

Si è parlato molto di libertà di stampa.
Ho sentito molte discussioni su questo argomento. La classifica mondiale della libertà di stampa pone l’Italia al quarantanovesimo posto. Non penso ci sia molto da aggiungere.
Per libertà di stampa, io non includo anche l’offesa. Non ho capito il bisogno di pubblicare dopo la strage , Maometto, raffigurandone la faccia.

Charlie-Hebdo

(la leggenda vuole che il profeta non possa essere raffigurato, ma non è vero. Però diverse fasce dell’islam vietano la raffigurazione di Maometto.) Tra l’altro disegnando una testa di forma fallica, giusto per andarci giù pesante.
Con questo non voglio dire che se la sono cercata. Anche perché, la rivista pubblica vignette del genere da anni. E se veramente il motivo dell’attentato fossero state le offese alla religione, avremmo assistito a qualcosa di simile parecchi anni fa.

Ho visto tanta fretta in quei giorni. Questa fretta mi ha fatto tanta paura. Perché è con questa impazienza che si rischia una vera e propria guerra.

Non voglio mettere in dubbio quello che è successo. I morti , il dolore delle famiglie, il dolore dei colleghi, la paura di chi si è trovato lì in quel momento e la paura che rimarrà  ai Parigini chissà per quanto tempo ancora.

Questo è tutto vero e non mi permetto di discuterlo.

Ma ci sono varie cose che non mi convincono. Questi video ben fatti, da inquadrature molto buone. Criminali che dimenticano documenti in macchina. Un generale della polizia incaricato di lavorare al caso che si suicida.

Il vero problema è la reazione.

Una reazione frettolosa, una reazione basata da quello che si vede in televisione, che si legge nei principali quotidiani e nelle news. Quelle news che non vogliono andare a scavare nella buca profonda che ci sarà dietro a questa tragedia. News che corrono per darci quella piccola novità di minuto in minuto.
Il risultato è decisamente buono. Un’europa impaurita, occidentali convinti che i musulmani vogliano conquistare l’occidente.

Queste sono cose molto più grandi di noi. Delle quali molto probabilmente non sapremo mai la verità. Ci rendono ancora più poveri in tutti i sensi.

Siamo tutti pilotati, in maniere diverse, ma tutti ugualmente pensiamo e facciamo quello che vuole qualcun’altro. Molti di noi corrono dietro a una religione, a questo ipotetico qualcuno che ha deciso cosa è buono e cosa è cattivo. Tutte cose che ci allontanano da un base importante.
L’uguaglianza degli esseri umani.

Ci hanno divisi. Ci hanno divisi per colpa del colore della nostra pelle, per colpa delle lingue, per colpa dei credenziali politici, sportivi, ideologici, religiosi, facendoci credere che una persona può essere meglio di un’altra.

Una persona non si giudica per quello che è, ma per quello che fa.

Finisco citando le parole di Alessandro Corneli,
“Difficilmente si riuscirà a sradicare del tutto e definitivamente il terrorismo come se fosse una malattia infettiva. Esso fa comodo a molti regimi autoritari e alle forme dell’estremismo politico e religioso. Non si esclude che faccia comodo anche a importanti interessi economici: rendere un Paese insicuro significa, per esempio, scartarlo come sede di gasdotti, oleodotti o altri investimenti, da dirottare altrove. Come spesso si dice, il terrorismo internazionale di questi ultimi decenni è una nebulosa , la cui decifrazione è difficile o addirittura impossibile in tempi brevi.”

Gezim Qadraku.

Fonti:
l’Espresso.
http://www.informarexresistere.fr/2015/01/17/julien-assange-perche-charlie-non-era-piu-protetta/

http://www.informarexresistere.fr/2015/01/28/un-ragazzo-francese-di-16-anni-arrestato-per-avere-pubblicato-una-vignetta-modificata-di-charlie-hebdo-qui-qualcosa-non-funziona/

Il libro, “ORIENTE: IL GRANDE RITORNO” di Alessandro Corneli.

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Un pensiero su “Je ne suis pas Charlie

  1. Non ci hanno diviso, è l’uomo che divide sé stesso dagli altri e se non può farlo in una guerra di religione lo fa ad una riunione di condominio,sul luogo di lavoro, sparlando dei compagni dei figli.Rassegnamoci , non esiste il buon selvaggio di Rousseau, l’uomo è cattivo e con la satira che ha il merito di non essere ipocrita ,o con vie traverse cerca sempre di danneggiare qualcun altro, evadendo le tasse, assumendo in nero, chiedendo soldi agli anziani per falsi scopi pseudocristiani. L’uomo non è buono. Siamo tutti ultrà del Feyenoord. Poi qualcuno è più cattivo e crea i lager e ci porta anche i bambini e divide i padri dai figli,qualcuno fa il boia incappucciato, qualcun altro uccide con l’amianto. L’ unica differenza è la quantità di cattiveria insita nel singolo individuo.

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