The Imitation Game

L’UOMO CHE CAMBIO’ IL CORSO DELLA GUERRA.

The Imitation Game

“Cosa faceva durante la guerra?”
“Lavoravo in una centrale radiofonica”
“Cosa faceva durante la guerra?”
“Sta prestando attenzione?”
Ci troviamo in Inghilterra,sono passati ormai cinque anni, dalla fine della seconda guerra mondiale. Alan Turing, viene interrogato nel commissariato di polizia. E’ stato fermato perché accusato di essere omosessuale, un reato a quell’epoca.
Alan, inizia così il suo racconto.
Racconta di aver fatto parte di un programma segreto alla scuola di crittografia di Bletchey Park, a Londra.
Arruolato insieme ad un gruppo di matematici, campioni di intelligence, per decriptare il codice enigma, utilizzato dalle potenze dell’asse per comunicare tra di loro durante la guerra.
Un codice ritenuto impossibile da decodificare, per le milioni di combinazioni possibili utilizzate.

Il film ci mostra il carattere di un genio, forte, sicuro di sé, in molti momenti arrogante, un carattere che nasconde una grande debolezza, che come sempre si cerca di far sparire dietro ad un muro.
E’ merito di Joan Clarke (Keira Knightley) reclutata per mancanza di personale,
se Alan riscopre il suo lato umano.
Un punto fondamentale della storia, che gli permette di avvicinarsi al suo gruppo di lavoro.

Un gruppo di lavoro, del quale Alan è convinto di non aver bisogno.
Loro cercano di decriptare la macchina semplicemente utilizzando le loro capacità,
il genio invece lavora per creare una macchina che faccia questo lavoro.
Ha capito subito che nessun essere umano potrà mai decodificare Enigma.
Quella macchina, ora noi la chiamiamo computer.
Il gruppo risulta decisivo nel mantenere vivo il programma, dopo che il governo britannico cerca di annullare tutto, per mancanza di risultati.
Come è andata a finire la guerra lo sappiamo tutti,
ma ora possiamo dare ad Alan ciò che è di Alan.
Un film che tocca molti argomenti importanti.
L’omosessualità, all’epoca ritenuta reato.
Il trattamento delle donne.
Rivela una storia rimasta protetta dal segreto nazionale per quasi cinquanta anni.
Una sensazionale interpretazione di Benedict Cumbertach, la ciliegina sulla torta di un film,
complesso, toccante, unico.
Significative le dichiarazioni di Keira Knightley,
“Io, quando devo contare, mi devo aiutare con le dita; ogni volta che ho provato a documentarmi sulle teorie matematiche nominate nel film, ho trascorso settimane intere cercando di capirci qualcosa ed ogni volta ho miseramente fallito. Sono un’attrice, non sono un matematico. ”
L’interrogatorio purtroppo per Alan non avrà un esito positivo.

Verrà condannato ad una cura ormonale, la quale lo porterà a suicidarsi pochi anni dopo.
Solo nel 2013 il governo britannico ha finalmente dato ad Alan ciò che è di Alan.
E’ stato infatti riabilitato, per il contributo dato alla guerra.

Come giustamente gli disse il suo amico Christopher,
“Solo persone che immaginano di poter fare qualunque cosa possono far cose che nessuno dovrebbe nemmeno immaginare.”

Voto: 8,5.

Gezim Qadraku.

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2 pensieri su “The Imitation Game

  1. L’ho visto due volte, una al cinema e una a casa, e entrambe le volte ho pianto. Cumbertach straordinario e Keira ormai una garanzia. A mio avviso, dovrebbero mostrarlo nelle scuole.

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